AdBlue, il sistema nato per salvare i motori Diesel dalla minaccia di estinzione

 

adblue per motori diesel

AdBlue, il sistema nato per salvare i motori Diesel dalla minaccia di estinzione

Una tecnologia ingegnosa applicata sui veicoli Euro 6 che trasforma le emissioni di NOx in vapore acqueo e gas di azoto non nocivo

Ormai è da qualche anno che sento ripetere questa frase:

Il Diesel è morto

Sono i detrattori del motore a gasolio a dirlo, riferendosi al fatto che questo tipo di motore espelle ossido di azoto e biossido di azoto nell’atmosfera bruciando carburante.

Da qui partono le ovazioni in favore dell’auto elettrica come se fosse la soluzione definitiva all’inquinamento del traffico su gomma (fermo restando che i costruttori non hanno ancora idea di come gestire la quantità sconfinata di batterie a fine vita che si ritroveranno in mano).

Ma lasciami dire una cosa…

Onestamente, dal numero di automobilisti che continuano a comprare vetture con motore Diesel… mi sembra ancora vivo e vegeto.

Pensa: secondo una statistica di Quattroruote, nel 2020 ben il 28% delle auto vendute in Europa erano proprio Diesel…

E ti dirò di più, molte case automobilistiche hanno dotato i loro veicoli di sistemi all’avanguardia, proprio per abbattere le emissioni inquinanti.

Ti ho già parlato del successo in termini di efficienza del filtro anti-particolato FAP e della valvola EGR, due tecnologie così valide da essere adottate persino dai motori a benzina.

In questo articolo vedremo l’AdBlue, il “nuovo nato” tra i sistemi anti-inquinamento dei motori Diesel, introdotto nei loro mezzi da case come Mercedes, Audi, Volkswagen, Jaguar, Peugeot e Citroen.

Piccola premessa: troverai un po’ di sigle nuove e terminologia abbastanza tecnica ma non preoccuparti. Sai che amo spiegare in linguaggio chiaro anche le tecnologie più sofisticate che puoi trovare nella tua auto.

Cos’è l’AdBlue e come funziona

Per tagliare le emissioni nocive della combustione, le case produttrici hanno introdotto nelle loro automobili un sistema pensato inizialmente per i mezzi pesanti, che implica un catalizzatore supplementare dedicato agli ossidi di azoto (NOx), chiamato SCR. La sigla è l’acronimo di: Selective Catalyst Reduction, che significa riduzione selettiva catalitica.

La magia avviene grazie a questo dispositivo di post-trattamento dei gas di scarico che ha lo scopo di convertire gli ossidi di azoto in azoto non nocivo, semplice acqua e una parte di particelle di CO2.

Per avere questo effetto, nel condotto di scarico viene immesso un liquido speciale. Un agente riducente, composto al 32,5% di urea tecnica e al 67,5% di acqua demineralizzata: questo liquido è proprio l’AdBlue.

scr adblue

(Tecnicamente, il marchio AdBlue è detenuto dalla associazione tedesca dei costruttori di veicoli, che lo concede in uso ad altri produttori purché rispettino le percentuali di composizione della formula originale.)

Il risultato finale? Riesce a ridurre circa del 90% le emissioni nocive, quasi azzerando i NOx dal sistema di scarico delle auto Diesel. Niente male, vero?

Come si utilizza l’AdBlue e come si fa rifornimento

Il liquido AdBlue viene conservato nell’auto all’interno di serbatoi dedicati dal tappo azzurro, spesso vicino al serbatoio del carburante.

L’AdBlue oggi è disponibile in migliaia di stazioni di rifornimento in tutta Italia e il suo prezzo oscilla tra i 0,60 euro e i 2 euro al litro. Inoltre puoi trovarlo anche in taniche da 5-10-20 litri e risparmiare un po’ rispetto al rifornimento dal benzinaio. 

In genere puoi percorrere oltre 10 – 15.000 km senza dover effettuare rabbocchi di liquido, ma ovviamente dipende anche dalla capienza del serbatoio della tua vettura e dal tuo stile di guida (oltre che dal carico).

Le macchine hanno una spia nel cruscotto che segnala la riserva e comunicano anche un messaggio al guidatore quando il livello è troppo basso. Mediamente l’allarme di livello basso scatta sui 1.000 – 2.500 km di autonomia residui, e faresti bene a NON trascurare questi avvisi…

Infatti, se fai “orecchio da mercante” e ignori la spia, in men che non si dica resti a piedi: finito il “numero di riavvii” consentiti, l’auto non partirà più finché non aggiungi altro AdBlue.

Ma per spiegarti meglio questo aspetto voglio parlarti dei consumi.

Approfondimento: quanto consuma l’AdBlue

Le statistiche dicono che il consumo di soluzione di urea si aggira sugli 800 Km/litro. 

In media il serbatoio di un’auto ne contiene 10 o 20 litri perciò, facendo due conti da ragioniere, quando hai il pieno puoi viaggiare per circa 8.000 o 16.000 km al costo di 15 o 20 euro.

Le case costruttrici stanno puntando ad installare serbatoi più grandi per garantire una maggiore autonomia.

Anche perché quando ti avvicini al fondo del serbatoio di AdBlue la centralina inizia a limitare le prestazioni dell’auto, fino a non consentire affatto il riavvio quando il liquido è finito. 

 

adblue refill

Per essere certo di viaggiare tranquillo e senza problemi il consiglio dei costruttori è di effettuare una regolare manutenzione del sistema SCR, quindi vediamo quali sono i principali guasti e malfunzionamenti che potresti sperimentare.

Manutenzione AdBlue: le più diffuse cause di avaria

Ormai è da diversi anni che all’Autofficina Santuliana mettiamo le mani su questi sistemi per cui abbiamo una solida esperienza sui guasti più comuni che gli automobilisti sperimentano.

Come ti dicevo, il liquido AdBlue può essere prodotto da varie aziende e non sempre la qualità è la stessa.

In alcuni casi un prezzo troppo basso dovrebbe farti sospettare anche un calo della qualità, tuttavia non è affatto detto che la causa di un guasto sia imputabile ad un AdBlue scadente immesso nel serbatoio.

I 3 principali problemi del sistema AdBlue sono:

– errori nel sensore del livello di AdBlue;

– fuoriuscite dalle tubazioni che alimentano l’iniettore del SCR;

– guasti alla pompa AdBlue.

Vediamoli uno per uno.

Problema del sistema Adblue N.1: Errori nel sensore del livello di AdBlue

Sebbene la diagnosi di problemi all’AdBlue inizi solitamente dalla pompa di alimentazione del liquido, quando questa risulta a posto dobbiamo verificare che il guasto non sia dovuto ad una lettura errata del livello del serbatoio.

Come ti ho detto questo sistema è molto rigoroso nel “bloccare” l’auto quando non c’è più liquido, e c’è un motivo preciso dovuto alla normativa.

Si vuole evitare che tu possa circolare inquinando troppo, cosa che recherebbe un danno all’ambiente e per cui ti “invitano gentilmente” a fare il pieno di AdBlue se vuoi tornare a guidare.

Ecco perché uno stupido errore di lettura del livello è particolarmente antipatico, ed ecco perché nella lista dei controlli che facciamo in officina questo piccolo sensore merita un’attenzione particolare.

Problema del sistema Adblue N.2: Fuoriuscite dalle tubazioni che alimentano l’iniettore del SCR

In questi casi l’avaria all’AdBlue è imputabile ad un flusso insufficiente di liquido verso l’iniettore, e ce ne accorgiamo misurandolo nel suo viaggio dalla pompa all’iniettore SCR.

Se il flusso è troppo basso rispetto ai valori definiti dal Costruttore, allora potrebbero esserci delle perdite che dobbiamo indagare a fondo.

Il liquido AdBlue non è tossico, ma è corrosivo per alcuni metalli e in generale non è una bella cosa che vada in giro per la tua auto chissà dove.

Se anche le tubazioni risultano a posto, allora passiamo a controllare l’iniettore stesso e purtroppo i costi dei pezzi di ricambio iniziano a salire.

Nel caso in cui anche l’iniettore SCR sia perfettamente funzionante, la principale sospettata del basso flusso di liquido diventa proprio la pompa AdBlue.

Problema del sistema Adblue N.3: Guasti alla pompa AdBlue

È l’ipotesi più spiacevole in termini di costi per i ricambi, considerando anche il fatto che parliamo di un sistema adottato da automobili di un certo livello.

La pompa è all’interno del serbatoio e invia il liquido AdBlue verso l’iniettore, il quale lo “spara” all’interno dello scarico per neutralizzare gli NOx.

Tutto questo circuito si inceppa se la pompa ha un guasto alla cosiddetta “valvola di inversione”, cosa che avviene più di frequente negli impianti AdBlue della prima ora…

(Quelli più recenti hanno pompe di nuova generazione e più affidabili).

La pompa con la valvola difettosa si blocca in posizione di mandata e non RICHIAMA il liquido, o al contrario resta in aspirazione e non INVIA il liquido.

Questa tipologia di pompa meno recente è soggetta ad un guasto comune: il liquido AdBlue cristallizza e inchioda sia i circuiti che la rotazione. Diventa quindi impossibile per la pompa produrre la pressione minima richiesta per funzionare correttamente.

Capisci quindi che un controllo periodico della tua auto aiuta a prevenire questi tipici guasti, e ti permette di avere sempre l’auto al massimo dell’efficienza nel pieno rispetto delle normative ambientali.

 

Se la tua auto ha il sistema Adblue, e specialmente se è uno dei primi modelli ad averlo installato, prenota un appuntamento e passa in officina da me per dare un’occhiata…

Soprattutto prima di partire per un viaggio di parecchi chilometri!

A presto, e alla tua sicurezza!

Matteo Santuliana

 

P.S.

Le auto più avanzate hanno più apparati da controllare, è vero… Ma se vuoi essere certo di non farti truffare da qualche meccanico disonesto ti conviene leggere la guida che ho scritto apposta per gli automobilisti come te. Scaricala dal banner qui sotto!

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